Pirelli è l’azienda di pneumatici più famosa in Italia, oltre che la quinta al mondo in termini di fatturato. Guidata da Marco Tronchetti Provera (che dal 2015 è diventato CEO, dopo la vendita dell’azienda ai cinesi di Chem China), oggi Pirelli rappresenta una delle realtà industriali più brillanti del nostro paese.

Da un punto di vista delle azioni, a febbraio 2016 è avvenuto il delisting dei titoli Pirelli dalla borsa di Milano, proprio dopo la vendita ai cinesi, e al momento non è dato sapere quando i titoli torneranno acquistabili per gli investitori (anche quelli delle opzioni binarie).

Nata nel 1872 a Milano per volere di Giovanni Battista Pirelli (storia di Pirelli), quest’azienda è sempre stata molto all’avanguardia nel suo settore (la prima gomma per bicicletta arrivò nel 1897, quelle per moto nel 1899 e quelle per auto nel 1901), ma ha avuto due “colpi” non da poco: il primo è il fallimento dell’acquisto di Dunlop, il secondo la fallita scalata in Continental, voluta nei primi anni ’90 da Leopoldo Pirelli, allora amministratore delegato dell’azienda di famiglia.

Proprio la scalata non riuscita ai tedeschi portò al “potere”, in azienda, dell’imprenditore milanese Marco Tronchetti Provera, che prese delle decisioni non facili, ma che diedero dei risultati eccellenti, tra i quali quella di eliminare tutto ciò che non fosse core business. Così , vennero ceduti diversi rami aziendali, tra cui la Pirelli Optical Technologies alla Corning e la Pirelli Optical Systems a Cisco Systems, la Pirelli Cavi alla Goldman Sachs, la divisione steelcord alla Bekaert.

Pirelli e Chem China

Nel 2015, Pirelli è stata venduta ai cinesi di Chem China per decisione di Marco Tronchetti Provera, con lo scopo di difendere l’azienda da eventuali acquisizioni da parte di aziende concorrenti di grande dimensioni, come la Continental ad esempio.

Si è trattato di una decisione alquanto controversa, che ha spinto diverse persone a chiedersi la ragione e ha portato a preoccuparsi sulle sorti future dell’impresa e dei suoi dipendenti.

Stando alle parole del manager milanese, tuttavia, la decisione di vendere va a tutto vantaggio di Pirelli, anche in considerazione del fatto che la parte decisionale dell’azienda rimarrà nel capoluogo lombardo (decisione blindata con un accordo di ferro).